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3) EDILIZIA MODERNA Bellezza ed Armonia 2. Il ritorno. PDF Stampa E-mail

Quando nel 1567, a seguito di una alluvione che travolse e distrusse il ponte di Bassano del Grappa, venne chiamato “l’archistar” di allora Andrea Palladio. Egli progettò un ponte in pietra, completamente diverso dal precedente, a tre arcate sul modello degli antichi ponti romani.

Il Consiglio che governava la città bocciò il progetto. Fare i ponti come nell’antica Roma con i sistemi tecnologici che ci sono?come si permetteva questo Palladio? Eravamo nel 1567, Palladio presentò successivamente un ponte con struttura in legno che rispondeva meglio alle spinte di forza dell’acqua del fiume e che richiamava il ponte precedente ma radicalmente rinnovato per soluzioni tecniche e strutturali, e di grande impatto visivo.

Non sempre rifarsi al passato, sulle ceneri di quello che era, è la soluzione migliore. Il Consiglio di Bassano del Grappa di 500 anni fa lo capì anche grazie ad un ottimo architetto, ma da allora questo barlume di ingegno e propensione al futuro è sempre venuto meno.

Almeno questo in Italia.

Non è un problema di archistar, materiali moderni quali vetro o acciaio, centri storici, restauro o conservazione. È solo un problema di paese, di visione ridotta della parola tanto abusata “paesaggio” e di committenze che dicono di voler tanto guardare al futuro e di lasciar spazio ai giovani e poi chiamano il loro amico “geometra cinquantenne” perché a detta loro “ha le mani in pasta e non avrà problemi con la pratica”.

La bellezza e l’armonia non la troviamo solo nel passato. Solo in Italia questo è vero, dove la ritroviamo al 99,9% solo nel passato, fino a quando un giorno (esattamente il 17 agosto del 1942, 400 anni dopo il nuovo progetto del ponte di Bassano del Grappa) i nostri “geometri cinquantenni” si sono svegliati la mattina non sapendo bene cosa fare e hanno deciso di regolamentare le costruzioni: distanze, altezze, dimensioni, volumi, enti a cui rivolgersi etc etc etc.

Da quel preciso istante la Bellezza e l’Armonia hanno cessato di esistere se non in rarissimi casi e nella maggior parte anche sconosciuti.

In tutto il resto del mondo e del Vecchio Continente invece tutto è continuato come sempre: spesso si è costruito bene, in perfetta sintonia e armonia con quello che viene chiamato l’”antico” dialogando perfettamente con lo stile, il linguaggio e la tecnologia, esattamente come 450 anni fa a Bassano del Grappa.

Solo per citare un ulteriore esempio, in Spagna, tanto criticata per le sue condizioni economiche e finanziarie in questo momento, ha dato mandato ad un altro grande architetto Rafael Moneo di costruire musei, chiese, case contemporanee in centri storici antichi, ma perfettamente inseriti e perfettamente in sintonia. E moderni. Non è il materiale che fa contemporanea una architettura ma è la tecnologia della modalità di impiego del materiale che la fa diventare tale.

Ma come lui tanti altri architetti: Alberto Campo Baeza, Herzog e De Meuron e moltissimi altri, e non solo in Spagna. Basta farsi una “googlelata” che ci si rende conto di cosa sto parlando. La questione è che questo vale in tutto il resto dell’Europa.A questo punto mi chiedo: è un problema di come ricostruire nei centri storici o semplicemente fuori dall’Italia hanno maggiore senso civico che da noi manca? Fuori dal nostro Paese non c’è bisogno di regolamentare e limitare le costruzioni perché sanno già che costruiranno non solo per se, ma anche per il godere degli altri. E l’orgoglio di farlo.

La Bellezza e l’Armonia nella contemporaneità esistono ancora, non sono mai sparite. Vanno solo cercate fuori da qui. Non abbiamo la sensibilità e la capacità di capire e comprendere che questi aspetti convivono perfettamente. Altrimenti si sgombri la testa da pregiudizi nati, coltivati e cresciuti negli anni ’50 e si diventi orgogliosi del nostro paese. “Geometri cinquantenni” permettendo.

 ArK_IT