header
Larger FontSmaller Font
Home arrow Comunal arrow DOSSIERS elez. 2014 arrow 4 ) Ferrate di tutti, ferrate di chi?
Privacy e cookie
Cerca Nel Sito
4 ) Ferrate di tutti, ferrate di chi? PDF Stampa E-mail
 
Dossier N°4: “FERRATE DI TUTTI, FERRATE PER CHI ?...FERRATE DI CHI ?
(Storia delle ferrate)
 
 (Tutto quello che forse non sapevate e avreste dovuto sapere)
 
pisot.jpg
 

>   La gola di Pisot, Corna Zana,  Luina,  Valleduppo, strada di Alone sono zone che tutti gli abitanti di Casto conoscono sin da piccoli.    Nel 2004  in Comune era stato regolarmente  approvato, anche da Lista Insieme,  un progetto di valorizzazione dei sentieri paesaggistici in zona Pisot,  Luina,  Valleduppo, Alone, chiamato percorso Parco delle Fucine.   

>  Il progetto dei sentieri   partiva e prendeva spunto da quel che di bello c’era già da decenni, come il tranquillo e godibile rifugio Paradiso e le passerelle del Pisot, che erano stati costruiti a suo tempo da alpini e amici volontari del paese senza tanto clamore e vanto.  Da quello che c’era già da secoli:  i ruderi delle fucine, delle rogge e delle calchere. Dalle bellezze naturali del posto quali i torrenti, la gola di Pisot e Luina e la Corna Zana che esistevano già da milioni di anni. C’erano  una certa calma, tranquillità ed armonia molto godibili per la gente del paese e per

i turisti forestieri che venivano a visitare. Non c’erano certo però i numeri da oceanica ressa da stadio che ormai sono una costante di ogni bella domenica estiva e non estiva.  Ormai sulla via di Alone siamo a masse industriali di traffico e di via vai cittadino da ora di punta. Con tutti i pregi e tutti i difetti del caso. 

>  In quel periodo tra il 2004 e 2006, comunque Lista Insieme si battè,  per impedire che la pur necessaria nuova “isola ecologica”, venisse realizzata dove c’era già la discarica ingombranti davanti a Corna Zana, proprio all’imbocco di Pisot, com’era nelle volontà e nei programmi dell’amministrazione Franzoni in carica che aveva già il progetto pronto. Per una volta, forse l’unica volta, alla fine Lista Insieme venne a fatica ascoltata dopo asprissime discussioni in Consiglio Comunale.   Dove adesso ci sono i parcheggi del Pisot ci sarebbero altrimenti ora  i container con relativo recinto e piattaforme di cemento.

>  La storia delle “ferrate” inizia nel 2007, in quell’ anno l’ Assessore Franzoni, dopo aver “scoperto” il Pisot e la stretta di Luina, venne a quanto pare coinvolto nella passione di alcuni suoi amici per le  arrampicate e da lì nacque  l’idea che ha riempito senza sosta di cavi, chiodi, ponti tibetani, zip line e tutto il resto, un po’ tutte le pareti rocciose che vanno verso Alone.  Già da decenni una parete poco prima delle Melie veniva scalata da giovani e meno giovani appassionati di arrampicata, ma senza enfasi e in tutta tranquillità.  

> Comunque allo scoccare dell’idea, l’Assessore Franzoni, partì in tromba a trapanare e stendere cavi e chiodi, sulle pubbliche e anche private pareti rocciose ( a quello che sappiamo è in corso un contenzioso con privati, in quanto si è fatto anche su proprietà privata senza assenso), autorizzato da chi?  Da se stesso, in quanto il progetto non prevedeva “ferrate” e in Comune non è passato mai nulla per anni, mai un o.d.g., una discussione, non una delibera, che regolamentasse qualcosa.  All’epoca anche noi di Insieme non obiettammo nulla, anche se la cosa era fuori da ogni regola pubblica, chi poteva azzardarsi ad andare contro tanto entusiasta attivismo apparentemente disinteressato per il bene di tutti?  Se noi avessimo obiettato qualcosa sulla regolarità per un Amministratore comunale, di procedere come se quello fosse il giardino di casa sua, saremmo stati tacciati di quelli che vogliono mettere i bastoni in mezzo alle ruote a quelli che lavorano davvero. Provare a collaborare o ragionare? Impossibile, mai l’Assessore aveva accettato una minima collaborazione di Lista Insieme (vedi Villa Lucchini, vedi giornalino informativo, vedi commissione ai lavori pubblici). Anche se a noi sembrava di vedere un’evidente abuso di potere e di pubbliche funzioni, ritenemmo che era inutile e difficile, se non impossibile obiettare qualcosa. 

> Così tutto, a quel che ci risulta, è andato avanti per anni senza la minima regolarità, progettazione, sicurezza ed approvazione che si vorrebbe da un ente pubblico comunale. Nel 2008 c’è stato anche un gravissimo incidente ad un dipendente comunale precipitato da una parete, che per fortuna si è risolto bene nonostante il gravissimo rischio mortale, anche allora soprassedemmo per decenza, ma ci sarebbe stato da vedere come era stato coperto il grave infortunio. A parte tutto il discorso sicurezza che è un grande punto interrogativo, in questi anni si è andati avanti a fare senza sosta, senza regole e senza limiti con volontari e comune, non si è mai capito bene dove cominciano i volontari e dove finisce il comune, con i suoi mezzi e uomini pagati da tutti. 

> L’onnipresente Assessore Franzoni a capo del tutto, ha passato sicuramente lì tantissimo del suo prezioso tempo, sottraendone tantissimo, bontà sua, anche ai già tanti altri ruoli occupati. Dopo anni, esattamente non sappiamo quando, è nato prima sugli adesivi il Gruppo Ferrate, poi l’Associazione Ferrate, ma crediamo che pochi e nessuno in paese sappiano, nemmeno noi, quando è stata creata, chi l’ha autorizzata ufficialmente, chi sono i dirigenti ufficiali, quali sono gli scopi ed i fini, qual è lo statuto, quali sono i bilanci con soldi incassati e spesi, visto che solo una ditta privata si può permettere di tenere i conti per se senza renderli pubblici, ma se i beni e i luoghi sono comunali, la benemerita Associazione Ferrate cos’è? E si che  in questi anni, con tanta gente in giro, qualche soldino sarà bene girato con barettino, merende e rinfreschi……Nei bilanci comunali però nulla si è visto, benefici in cassa al comune a quel che risulta zero. Forse si sarà fatta beneficenza  o sarà stato reinvestito nei luoghi, ma sarebbe bello e giusto saperlo, almeno per evitare le malignità dei malpensanti del paese, anche a questo servono bilanci chiari  e regole chiare.  

> Comunque, forse un caso, forse dovuto ad elezioni in arrivo, lo scorso febbraio alla buon’ora in Comune è stata approvata una convenzione in cui il tutto del cosidetto Parco Fucine è stato affidato per 9 anni sembra, guarda caso, all’ Associazione del gruppo Ferrate. Adesso l’organigramma dell’associazione come detto ci sfugge, ma comunque l’incontrastato fondatore e leader di fatto è sicuramente l’Assessore Franzoni, che così nelle delibere consigliari si è visto assegnate le “sue” Ferrate alla “sua” associazione, probabilmente con un regolamento su misura. Si il lavoro sarà anche stato volontario, ma il luogo e tanti mezzi e risorse usati sono pubblici. Fatta così non vi sembra una forma un po’ surrettizia di quasi privatizzazione?

>  Noi non siamo contro le ferrate come subito ci butteranno addosso, siamo contro questo modo di gestire un bene pubblico naturale, con metodi da giardino dei divertimenti privato, del faccio quello che voglio come fosse casa mia. Siamo contro l’aver profondamente trasformato, stravolto e ridotto senza possibilità di discussioni e obiezioni un bellissimo luogo naturale che prima era tranquillo e veramente di tutti ad una cosa gestita da pochi, con regole su misura come fosse cosa loro, ad uso e consumo soprattutto di masse esagerate di visitatori che secondo alcuni dovrebbero portare tanti benefici a Casto. Ma qualcuno li vede e li ha mai visti finora a Casto tutti questi grandi benefici ?  

>  Tanto per dirle tutte: tra zip line, ponti tibetani, monumenti ad personam e altro, si anche  è scavato allegramente sul greto del torrente e qui sarebbe curioso vedere tutte le regolari autorizzazioni, visto che il normale cittadino se deve muover un sasso nel fiume deve diventare matto tra timbri, domande, progetti e uffici e magari gli viene impedito. Si è scavato, allargato, spostato massi, fatto laghetti, belli……peccato che ogni tanto il torrente cattivo in piena se li riprenda e magari con l’impeto raddoppiato dagli invasi dei laghetti, faccia un piccolo “effetto Vajont” tirandosi giù la travata del mulino che era lì da 500 anni, come è successo lo scorso gennaio. Tanto poi ripristiniamo, con ruspe, scavatori, operai e massicciate. Altro pezzo che da bello naturale diventa artificiale. Chi paga? Tranquilli, In qualche piega dei bilanci del Comune qualcuno pagherà: paga il vecchio pantalone comunale. E le entrate del Comune saranno anche da favola per effetto del mirabolante parco fotovoltaico, (di cui parleremo in un altro dossier) ma la gente paga le tasse in mille modi e vorrebbe rispetto per come vengono spesi i suoi soldi.

>   Per finire ribadiamo che “ Lista Insieme NON è  CONTRO LE FERRATE” e ripetiamo per le teste dure: “LISTA INSIEME NON E’ CONTRO LE FERRATE”, vogliamo solo chiarezza, regole, trasparenza, limiti, vogliamo una cosa che sia a misura del paese, non a misura della smisurata megalomania di qualcuno. Vogliamo solo quello che si può volere da un luogo naturale su suolo pubblico della gente del Comune di Casto e  per la gente del comune di Casto. 
Se vinceremo le elezioni faremo sicuramente chiarezza coinvolgendo la popolazione per il bene del paese e della cosa pubblica.