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PARCO delle FUCINE (Dicembre 2016) PDF Stampa E-mail

 

Parco delle Fucine 

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Uno dei temi di interesse comunale più sentiti, sulla quale fin dall’inizio mandato il nostro gruppo voleva avviare la discussione  e sul quale abbiamo volutamente temporeggiato molto tempo per aiutare un sereno approccio di discussione, era ed è il tema riguardante il  Parco Fucine sul quale ritenevamo e riteniamo tuttora ci siano molti aspetti che suscitano perplessità agli occhi di una buona parte della popolazione di Casto ed anche ai nostri . Nel Consiglio Comunale del 24 novembre scorso abbiamo presentato un O.d.g. con un documento scritto ( che di seguito pubblichiamo integralmente ) che ponendo in modo chiaro alcune punti, ha dato il via alla discussione.

 La discussione consigliare avviata sulla base di quanto riportato nel nostro documento letto e messo agli atti consigliari, è stata piuttosto accesa ma ha consentito ad entrambe le parti un primo confronto sui diversi punti di vista. La nostra intenzione è arrivare ad ottenere attraverso altre discussioni consigliari una possibile situazione nel Parco Fucine che possa essere più trasparente, equa ed accettabile per la popolazione comunale, sotto il punto di vista della gestione, della fruizione, dell’utilizzo  e quindi della tutela di un bene pubblico naturale che è patrimonio di tutti.

I Consiglieri comunali Lista Insieme

 

Comune di Casto seduta Consiglio Comunale  del 24 novembre 2016

Comunicazione  del Gruppo Insieme al Sindaco e al Consiglio Comunale su O.d.g. richiesto in merito:

Situazione parco Fucine, convenzione Comune – Gruppo Ferrate

Pur sapendo quanto affrontare questo argomento possa essere  un tema delicato , come Consiglieri comunali che devono rappresentare  l’insieme degli interessi pubblici della popolazione del Comune di Casto, abbiamo alfine deciso di chiedere ciò che avremmo già dovuto chiedere da  tempo sul Parco Fucine, anche  per chiarire dove arrivino il bene e l’interesse pubblico  comunale e dove comincino l’interesse e l’iniziativa privata.  

 Come tutti a Casto sappiamo, il Parco Fucine con il relativo complesso di camminamenti, arrampicamenti, passaggi ferrati,  linee aeree, attrezzature varie ed edifici che attualmente lo compongono,  è nato ed è cresciuto, per buona parte in modo estemporaneo,  ben prima della convenzione del 18 dicembre 2013, in cui si è finalmente ufficializzato agli atti comunali il già esistente della situazione di fatto.  

Tralasciando al momento il passaggio della nascita del parco negli anni precedenti, su cui bisognerebbe riaprire un capitolo a parte, vogliamo concentrarci sulla situazione attuale per porre la principale e fondamentale domanda, e cioè se la gestione del Parco Fucine è da considerarsi pubblica nel senso di Comunale o privata.  

Se è da considerarsi pubblica, ci sarebbe in primis tutto quel preciso obbligo di trasparenza ed indirizzo in particolare economico e di bilancio che la legge prevede. Se come più probabilmente ci verrà risposto che è privata, ma senza fini di lucro, è comunque secondo noi necessaria una limpida rendicontazione pubblica, una precisa definizione dei limiti e degli scopi e tutta quella netta separazione nei fatti tra cosa privata e cosa pubblica comunale che la legge prevede.

Il Comune ha speso molti soldi in questi anni sul Parco Fucine, sia prima che dopo, che questo venisse chiamato parco  e  tutto ciò che lo compone compresa l’area naturale pubblica è stato affidato ufficialmente in gestione, ma lo era già di fatto prima, direttamente al Gruppo Ferrate con la Convenzione del 18 dicembre 2013.

Il Gruppo Ferrate usufruisce  quindi liberamente, in via esclusiva,  con pochissimi limiti e senza oneri di tutto questo bene pubblico  sulla base di questa convenzione. Esistono molti casi in cui soggetti pubblici  e soggetti privati  collaborano per reciproco interesse, in tali casi l’ente pubblico coinvolge l’entità privata per perseguire un fine che sia di pubblico beneficio e l’entità privata coinvolta persegue i suoi legittimi scopi associativi e/o di profitto economico. Questo potrebbe essere il caso del nostro Parco Fucine. Però l’ente pubblico, nel nostro caso il Comune, deve fare si che la collaborazione sia equilibrata e non sia troppo a vantaggio del soggetto privato, l’interesse pubblico deve essere:  chiaro, prevalente, trasparente, avere una giusta dimensione e non creare situazioni di privilegio. Noi riteniamo purtroppo che nel nostro caso non ci siano queste condizioni essenziali o che comunque queste siano venute meno. A supporto di ciò elenchiamo  le seguenti motivazioni.

1)       Un comune che stende una rete di sentieri pubblici di concerto con  un gruppo di  appassionati che  volontariamente e disinteressatamente si prendono poi cura della manutenzione e del mantenimento è un caso accettabile. Tutti i cittadini possono fruire dei sentieri ed anche  un remoto domani che questo benemerito gruppo di volontari si sciogliesse i sentieri rimarrebbero tra i prati e nei boschi senza problemi anche se meno curati. Diverso è il nostro caso dove tutto l’apparato che è stato steso in questi anni, il suo grosso ed incentivato successo di pubblico proveniente perlopiù da fuori comune, necessita di una sua gestione impegnativa e specialistica, tanto  che se in futuro il Gruppo Ferrate  si sciogliesse, si creerebbero per l’ente Comune, grossi problemi per il mantenimento in sicurezza,  di tutto l’apparato.

Abbandonare per il Comune un sentiero senza manutenzione non è un grosso problema, abbandonare una via ferrata, una cosidetta “zip line” o un cosidetto“ponte tibetano” può essere  un grosso problema, in particolare se tanta gente conosce il posto e ci torna per salirci ed arrampicarsi.  Sarebbe in tal caso necessario probabilmente un costoso smantellamento di messa in sicurezza usando altri soldi pubblici per non incorrere in responsabilità oggettive.

 

2)      Quando nei mesi scorsi, abbiamo appreso del progetto comunale di estensione delle cosidette zip-line del Parco Fucine per oltre 130.000 euro di spesa,  ci siamo chiesti quale fosse il beneficio per la popolazione di Casto di questo ulteriore progetto di ampliamento dell’apparato volante del  Parco Fucine.  Lo scopo era forse quello di attirare ancora più gente ed accrescere  folle  secondo noi già eccessive  e già al limite del sopportabile per i luoghi? Più gente forse per incrementare ulteriormente gli incassi dei punti di ristoro e dei noleggi  gestiti dal Gruppo Ferrate ?  Accrescere il giro di affari ed incassare più soldi  può essere il legittimo scopo di un’impresa privata a fini di lucro, ma non è certo a nostro avviso uno scopo pubblico e comunque non è certamente finanziabile con soldi pubblici.

 Facciamo un esempio facile perchè tutti possano capire.   Gardaland, che tutti conoscono, proprietà di una società privata è una gigantesca macchina di divertimento e soldi che sicuramente porta insieme a problemi di traffico qualche beneficio al comune di Castelnuovo del Garda dove sorge, sicuramente ci saranno convenzioni specifiche tra Comune e  proprietà, ma crediamo proprio che il Comune di Castelnuovo del Garda non faccia e non finanzi progetti per migliorare o ampliare il parco giochi e le giostre di Gardaland.  Se succedesse questo vorrebbe dire  che l’ente pubblico finanzia con soldi pubblici  a fondo perduto  le attrezzature di un’attività privata  e quindi gli strumenti per un guadagno privato. Ora come sappiamo, il progetto delle nuove “ Zip line Parco Fucine”non si farà perchè è stato bocciato il finanziamento di contributo in sede Regionale, ma il fatto che secondo noi si stava sostanzialmente andando in questa direzione non accettabile rimane agli atti.

 

3)      Si potrebbe ritenere accettabile che l’eventuale gruppo di  appassionati  volontari che si cura della  manutenzione dei sentieri  comunali apra e gestisca direttamente un piccolo chiosco il cui ricavato vada a  finanziare l’associazione per  le attrezzature e il materiale di consumo necessario per tenere in ordine  i sentieri e qualche ulteriore piccola spesa associativa.  Se però il piccolo chiosco diventa un apparato ristorativo e ricreativo di dimensioni quasi industriali come nel nostro caso del Parco Fucine, con incassi che si possono intuire importanti ma di cui non sono pubblici e quindi ben noti, entità, indirizzi e scopi, qualche riflessione sulla congruità  del rapporto pubblico-privato, riteniamo si debba fare,  ricordando nuovamente che l’associazione Gruppo Ferrate, a quel che sappiamo ufficialmente senza fini di lucro, opera in via esclusiva, privilegiata ed agevolata su strutture e luoghi pubblici comunali in concessione totalmente gratuita, sulla base della convenzione del dicembre 2013.

Per tutti i punti appena espressi chiediamo quindi che la convenzione 2013 per il Parco Fucine sia rivista per fare chiarezza nella definizione di scopi, limiti e competenze, per portare riequilibrio nelle cose ed il giusto vantaggio anche economico per l’ente pubblico comunale. Il nostro Gruppo non chiede di mettere in votazione la presente richiesta nella corrente seduta consigliare, confidando che l’istanza di rivedere  la convenzione del 18 dicembre 2013 venga fatta propria dall’Amministrazione in carica già entro la fine del corrente anno,sulla base  delle motivazioni esposte con il presente o.d.g. consigliare.

                                                        Consiglieri Comunali Gruppo di minoranza Insieme

                                                                                            Massimo Bondoni,  Marta Freddi,  Jimmy Muzio

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